Una poesia d'amore di un Anonimo Egiziano del 1500 a.C
Presentiamo una poesia d'amore di un Anonimo Egiziano, carme ritrovato su una tavoletta del tempo della XVIII dinastia, attorno al 1500-1300 a.C.
In foto, un ritratto di una ragazza egiziana del I secolo d.C., Fayyum.
La poesia è rivolta dall'amante sicuramente ad un amico, e descrive la "sorella", ovvero la sua amata, in terza persona. Incredibile come il modo di intendere la bellezza sia invariato e universale da almeno tremila anni!
Sorella Mia! [1] senza rivali,
Bellissima, la più bella fra tutte [le donne]!
Lei è come Sirio quando si alza all'alba,
Come Sirio, la stella brillante,
Come quando [splende] al mattino di capodanno. [2]
Così è perfetta e lucente la sua pelle,
E dove posa lo sguardo, incanta ogni cuore.
Le sue labbra [sono] dolci quando parlano,
E di ascoltarla non ti saturi mai.
Sorella Mia! senza rivali,
Bellissima, la più bella fra tutte [le donne]!
Il suo corpo è brillante e il collo è sottile,
I suoi capelli scuri come il grafite,
Le sue braccia sono come oro raffinato,
Le sue dita morbide come i petali di loto,
[Ha] il corpo sottile e i fianchi larghi,
E le sue gambe confermano l'armonia delle sue forme,
quando passeggia con suprema grazia fra i figli degli uomini.
Sorella Mia! senza rivali,
Bellissima, la più bella fra tutte [le donne]!
Il suo bacio ha rubato il mio cuore,
Il suo bacio ha davvero rubato il mio cuore,
E mentre tutti gli uomini si voltano per ammirarla,
e cercano di strapparle almeno uno sguardo,
Colui che l'abbraccia è un uomo beato [3].
Egli è infatti il più fortunato fra gli amanti,
Perché fu magnificato dalla compagnia gloriosa di questa [donna],
e in lei vede la sua dea.
Sorella Mia! senza rivali,
Bellissima sei, la più bella fra tutte.
****
NOTE
1) Nel linguaggio semitico, gli amanti si chiamano anche poeticamente fratello e sorella, come a dire che sono una cosa sola, un "solo sangue".
2) Sirio, in egiziano SPDT (Sephdet), in greco Sothis. L'importanza di tale stella è legata all'introduzione del calendario ufficiale egiziano, che cominciava coll'apparizione eliaca di Sirio nel cielo orientale all'inizio della piena del Nilo, che coincideva col capodanno. Il poeta intende dire che, come il capodanno è benedetto dalla presenza di Sirio in cielo, così la presenza dell'amata è fondamentale per lui che lo riempie di luce. Che romantico ❤
3) L'autore parla di se stesso, che è l'unico che ha ottenuto attenzione dalla bellissima fanciulla, mentre gli altri possono solo guardarla da lontano.
C'è una interpretazione di questo carmine amoroso cantata dall'archeomusicista Peter Pringle utilizzando il dejdet come accompagnamento. Potete ascoltarla a questo link.
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