Le abitazioni sumere

 Per comprendere appieno la società sumera - ma vale anche per qualsiasi civiltà antica - occorre capire la sostanziale differenza fra la vita rurale e la vita urbana. Anche se gli antichi popoli del Vicino Oriente evocano in noi le possenti piramidi, le fortezze, le complesse società, i templi, bisogna anche ricordarsi che questa era solo una fetta della popolazione. La maggioranza degli insediamenti erano villaggi situati sui grandi fiumi o risorse d'acqua, le cui case erano fatte di canne, o di argilla, così come ancora oggi si fanno in alcune zone rurali dell'Iraq.


Le case di campagna erano composte da un solo grande ambiente in cui la famiglia si riposava e mangiava, e immagazzinava la loro produzione agricola e gli oggetti personali. Del resto, la maggior parte del giorno la si passava all'aperto, nelle atitvità agricole, curando gli animali, o producendo qualcosa per tutto il villaggio. I sovrani potevano richiedere ai contadini di prestare servizio saltuario per la corona in opere pubbliche o in attività che richiedevano ingente personale, sotto compenso. 

Le case dei centri urbani erano invece a due piani, normalmente: al piano terra si svolgevano le attività, si cucinava, ci si lavava e si socializzava. Al piano superiore, invece, c'erano i dormitori e i magazzini. Le case avevano sempre un cortiletto interno dal quale passava aria, luce e ospitava le scale e la cisterna dell'acqua. 



Le case erano costruite con mattoni di argilla e poi imbiancate. Erano normalmente quadrate, così da poter essere costruite una accanto all'altra e formare così dei quartieri e delle strade organizzate. 


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